Mission

L’abbandono dei borghi apre questioni urgenti sulla qualità della vita, dell’agricoltura e del cibo, sul senso di comunità e sul nostro senso di abbandono, sulla loro marginalità rispetto ai non luoghi dove si è riversata la maggior parte delle comunità. L’abbandono dei borghi ha portato con sé una serie di concause legate allo sfruttamento della costa, all’inquinamento delle acque e dei terreni; all’incuria verso patrimoni storico artistici e risorse umane che oggi al contrario possono ridisegnare un nuovo modello di vivibilità.

I borghi rappresentano un laboratorio urbano, economico e sociale da osservare, tutelare e valorizzare. Iniziano a materializzarsi iniziative di rivitalizzazione dei borghi e interventi di restauro capaci di ripensare le materie tradizionali del luogo: la calce, la pietra, il legno. Sullo sfondo ci sono persone in “movimento” che tornano nei loro paesi e ci sono giovani che guardando da fuori e da dentro i borghi intravedono il futuro. Da queste terre confinate ai margini potrà ripartire l’economia locale, la qualità della vita e un nuovo modello di sviluppo locale rispettoso dell’ambiente e del paesaggio.

“I borghi sono l’antico straordinariamente moderno. Devono riprendersi il loro passato e donargli una nuova dignità”. (R.Leuzzi)

La falsa modernità e un insensato modello di sviluppo importato dall’occidente ha determinato lo spopolamento di molti borghi. Il richiamo alle nostre responsabilità ci impone di preservare e custodire i borghi costruendo un modello di economia locale e di turismo sociale e sostenibile in grado di rivitalizzare intere filiere. Il cibo e il vino devono essere connessi alla tutela della salute, al rispetto del lavoro di contadini e artigiani, alla sostenibilità ambientale e sociale, all’accesso alle risorse comuni  (paesaggio, acqua e terra) e alla nascita di un vero mercato parallelo, equo e solidale.

BorgoSlow intende realizzare una community di buone pratiche non retoriche in atto nei piccoli borghi e attraverso gli Osservatori renderle fruibili creando occasioni di confronto, di riflessione e di progettazione partecipata. Il “modello dei borghi” vuole assumere le caratteristiche di un progetto di economia sociale e solidale da cui far ripartire il cambiamento, aprendo la questione di chi debba “prendersi cura” dei borghi e rendendo meno perentoria la separazione tra cittadini e amministratori.

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