Borghi

Visitate i paesi anche d’inverno, visitateli quando non c’è niente da fare, lasciate che le assenze che li abitano vi raccontino qualcosa. Farete caso alle cose minime, alle lenzuola stese, al gatto al sole, al vecchio seduto a guardare chi passa, all’albero di fico che esce da una finestra rotta. Guardateli i paesi, possono svelarvi cose dimenticate, farvi sentire una tenerezza perduta.

E’ indispensabile ri- guardare con occhi nuovi la nostra terra. Un guardare diverso può essere l’epifania della conoscenza utile a qualcosa, per riappropriarci dei nostri luoghi in senso etico e terapeutico allo stesso tempo.  Si è affetti da quel “coma topografico” molto bene espresso da Francesco Bevilacqua, “il cercatore di luoghi perduti”. La quasi totalità dei drammi veri che accadono nel mondo dipende, infatti, proprio dalla mancata o imprecisa percezione della realtà da parte dell’uomo, dalla sua mancata lungimiranza, la sua miopia, appunto dalla sua cecità.

Non si fa più caso all’immondizia che alberga da giorni lungo la strada che percorriamo, come se questa fosse una questione che non ci riguarda.

La nostra indifferenza o il nostro senso di impotenza verso quello scenario triste e oggettivamente brutto che si presenta tutti i giorni ai nostri occhi è la legittimazione alla maleducazione e all’inciviltà a cui i nostri stessi occhi si sono abituati. Così, tormentata da questo massificata indifferenza, scelgo di praticare strade poco battute dove incontrare etica ed estetica allo stato puro e nutrirmene per consolidare il mio ruolo nel mondo e per il mondo.

Negli ultimi tempi la Calabria esprime un nuovo rinascimento, qualcosa si sta muovendo a favore di un recupero tangibile del senso di appartenenza e gratitudine verso questa terra poco amata.