Il borgo ideale che stiamo immaginando dovrebbe coniugare le tecniche della tradizione con le tecnologie più attuali, creando quell’unione di sapere e saper fare che è alla base della vera innovazione.

Qui racconto le mie esperienze, le persone incontrate, le missioni intraprese, i percorsi e i risultati in continua evoluzione. Storie di luoghi e di persone che hanno iniziato a prendersi cura dei paesi che è come prendersi cura della parte più intima e fragile di noi stessi. Provo ad aprire finestre sull’altrove e su quanto gli incontri siano necessari per dare spazio a nuove visioni e nuovi scenari. E’ sempre più insistente la necessità di osare, di nutrire ambizioni a dispetto di confini, di latitudini e di margini. I nostri paesi sono sempre più vuoti, ma questi vuoti chiedono di essere colmati di ideali e di azioni coraggiose. Stiamo attraversando una grande evoluzione e ci è chiesto di essere presenti, udenti, vedenti, agenti. Solo così favoriremo il corso di un nuovo umanesimo che già echeggia proprio lì dove meno te lo aspetti.

Stefania Emmanuele, Sociologa, giornalista, agente di sviluppo locale, project manager Borgo Slow.

Buone pratiche

Per non fare dei borghi un museo turistico, un brand o un set teatrale per vacanzieri.

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Cibo e qualità della vita

La maggior parte delle malattie più diffuse oggi dipendono dal nostro stile di vita e dalla qualità degli alimenti di cui nutriamo.

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Molto più di un albergo diffuso

Borgo di Fiume nasce nel borgo di Fiumefreddo Bruzio dove vivono un centinaio di abitanti, un progetto di impresa sociale volto a proporre lo stile di vita del borgo come esperienza di soggiorno, a ricostruire il senso di comunità andato perduto e a ricreare il rapporto diretto tra produttore e consumatore.

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3
Progetti avviati
1700
Persone interessate
13
Borghi osservati
2000
Cittadini felici

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